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Agenda digitale nei Comuni italiani: ecco la situazione

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Per i Comuni italiani la sfida digitale è in pieno atto: riorganizzazione dei processi interni in chiave di ottimizzazione delle attività e della condivisione delle informazioni, creazione di portali ad hoc per fornire servizi dedicati ai cittadini e alle imprese, messa a punto di piattaforme per l’analisi delle risorse e condivisione delle informazioni, sviluppo di piattaforme per la gestione dei pagamenti elettronici sono solo alcuni degli obblighi imposti dalle nuove normative e direttive europee. Nonostante i ritardi accumulati le Pubbliche Amministrazioni locali si stanno progressivamente attivando, ciascuna con progetti in linea con le esigenze specifiche del territorio di riferimento per servire al meglio la comunità da Nord a Sud del Paese.

Il digitale è diventata una responsabilità ad hoc, in molti casi in capo al Sindaco e in altri ad assessorati dedicati sulla base degli obiettivi: dai servizi e-gov ai progetti di smart city, dall’e-mobility all’e-inclusion, i “capitoli” sono tanti e prevedono risorse dedicate e roadmap puntuali.

Roma il sindaco Ignazio Marino ha deciso di dare una grossa accelerata ai progetti al punto da voler trasformare la città in una vera e propria capitale digitale. Si punta in particolare sui servizi e-gov e sulla messa in campo di tecnologie di varia natura, dagli open data al Voip, dal wi-fi alla banda larga con l’obiettivo anche di tagliare la spesa pubblica. Milano fa leva sull’occasione dell’Expo 2015 per il lancio di tutta una serie di servizi innovativi basati su infrastrutture “intelligenti” e sulle cosiddette “isole digitali”. E l’Agenda digitale del Comune meneghino scommette anche sugli open data e sui portali tematici. Open data, pratiche online, wi-fi gratuito e banda larga i quattro assi della ricetta di Firenze per la città del “futuro”. Bologna scalda i motori dell’identità digitale unificata attraverso la nuova versione della rete civica Iperbole.

Numerose le iniziative in campo anche nelle città del Sud. Napoli ha deciso di “ristrutturarsi” in nome del digitale: in corso la riorganizzazione delle risorse interne per garantire maggiore interoperabilità e la progettazione della città 3.0. Bari si è data due anni di tempo per digitalizzare PA e servizi. Razionalizzazione dei processi attraverso forme di dialogo multimediale, miglioramento dell’interazione online PA-cittadino e PA-impresa, upgrade delle connessioni fino a 100 Mb/s i pilastri del piano del Comune di Messina. Insomma la rivoluzione è partita.

 

(Fonte: agendadigitale.eu)

 

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